2.7.06

Risk

Oggi mi sento un po' scazzato, sarà il caldo appiccicoso, sarà che tutto sembra resti uguale, sarà quel che sarà ma sono preso male.. Chi l'avrebbe mai detto che avrei parafrasato Neffa ad anni di distanza dai suoi successi e dal nostro incontro a Cercasi Vj..
Sarà che sono scazzato perché ho vissuto due giorni senza elettricità (la nuova stanza...) e stamattina mi sono svegliato in un lago di sudore con un crampo di quelli infami, che non sai se li stai avendo nel sogno o nella realtà e intanto che te ne rendi conto fanno il loro bel danno.. Il cammino quindi è difficile, ancor di più se non si ha una meta.. Mi metto alla ricerca di una lucetta da stanza, una di quelle soft che al momento ho solo un neon sopra al letto che attira mosche, zanzare e qualsiasi altro oggetto volante, molto spesso non identificato.. Non sapete quante forme di vita aliene ho visto, e non alludo ai tanti umani curiosi..

Ieri giornata dedicata al Risiko. Proprio mentre i miei genitori sono a Fano per disputare un torneo di Risiko a livello nazionale, qui a Siem Reap ha luogo il primo Risk Angkor Survivor Challenge: 11 partecipanti, principalmente francesi, due tavoli, fiumi di Ricard (il liquore all'anice francese). Inizio alle 15:30, fine all'1:40 causa partita della Francia in tv.. Locale francese, 30 francesi ed un italiano ad assistere al match. Mentre i galletti si agitavano nel sostenere Zidane io pensavo a come loro, molto più degli italiani, vogliano ricreare all'estero la "magnifique" madrepatria.. È un modo per darsi forza e sostenersi che noi italiani, almeno per quello che ho visto io sia qui che in Thailandia, non abbiamo. Mi sembra che i tempi di Broccolino e della grande famiglia sia cessato, forse perché chi arriva da queste parti non ne può più dell'Italia e ritrovarsi il cumpa' accanto non è proprio quello che desidera.. Comunque i francesi ci temono e ieri ne ho avuta un'altra conferma.
Tra mille baci ed abbracci torno allo Smiley e per strada incontro il primo ladyboy della mia storia qui a SR, insieme alla sua allegra brigata di effemminati di ritorno dal Martini. In effetti mi domandavo dove fossero i ladyboy, se l'avessero spazzati sotto al tappeto per evitare degli shock ai turisti giapponesi (capirai... è quello che cercano!). Ecco quindi Marie saltarmi addosso in tutto il suo metro e cinquanta, proponendomi subito masas-bumbum for free. Gentilmente rifiuto ma lei/lui continua a starmi aggrappata al collo.. Ogni tanto però si stacca per fare qualche posa sexy davanti a tuktuk driver e disperati di ogni sorta, tutti ad ammiccarmi poi, complimentandosi (con un po' d'invidia) per la mia conquista in terra straniera.. Ah, les italiens, tombeurs de femmes.. e pure d'hommes!

Comunque, tanto per concludere il post scazzato, immagino che il risiko diventerà qui per me una routine (il torneo di ieri è stato l'evento della settimana e si candida ad essere quello del mese), quasi un obbligo.. Sono già stato inserito nella lista dei risikini (ma dalla parte dei non rosiconi) e come ben si sa quando si entra nel tunnel è difficile uscire.. ;-)

A bientot,

*L*

2 comments:

Anonymous said...

Mi raccomando la Kamchatka!!!

PS scusa il ritardo ma non ho ancora dato il mio indirizzo internet all'organizzazione. Puoi farlo tu, please? anzi ti autorizzo formalmente a darlo a chiunque tu voglia, anche ai tuoi amici ladyboy se proprio ci tieni.

Baci Paolo

Valerio Schiavoni said...

chissà se questo ti farà risikare o rosicare:
http://trattoriederoma.blogspot.com/2006/07/dar-quajetta.html

bon appetis!