19.7.06

Contrabbasso


Rieccomi in ufficio a Siem Reap a scartabellare conti su conti, ricevute e etichette in formato della comunità europea. Ricontrollare le cose già ricontrollate, non si può sbagliare, mi dice Luigi.
E' proprio la legge del contrappasso, ieri ho peccato di felicità andando per la prima volta (finalmente) sul campo, ho incontrato due comunità in due villaggi confinanti, ognuno però con problemi diversi. Si parla di mancanze primarie, come acqua, riso e igiene.
In mezzo alla folla del villaggio, io ed i miei tecnici abbiamo cercato di spiegare a gente analfabeta chi eravamo, cosa eravamo venuti a fare e cosa avremmo voluto fare. Tutto pian pianino, con molte battute (seeeeeemplici) e ogni tanto qualche riepilogo delle cose dette.
Ovviamente mi sono prestato ad ogni cosa, appena si è sparsa la voce di un barang nel villaggio sono accorsi tutti (e tutte) per assistere a questo fenomeno da baraccone.
Sguardi stupiti, come quando si vede una specie rara allo zoo. Loro che osservavano me ed io che osservavo loro. Una volta rotto l'imbarazzo dei sorrisi impacciati dei bambini come dei vecchi, è incominciato anche lì il gioco. In un villaggio mi sono messo a sedere in mezzo ai vecchi (quindi saggi) e gli ho portato i miei rispetti superformali: gli uomini fumavano del tabacco fortissimo raccolto in una cartina grazie alla quale si formavano dei veri e propri siluri; le donne masticavano delle foglie in cui era racchiuso un intruglio rosso, proveniente dalla macerazione di alcune radici.. "Dopo stai bene", mi è stato detto da entrambe le parti, ho pensato a Castaneda ma per stavolta ho preferito comunque stare male per conto mio e continuare a sorridere.. Nell'altro villaggio sono finito a ballare la danza khmer con una signora (che mi ha ripetuto che vorrebbe che suo figlio avesse il mio viso) e a giocare ad acchiapparella con una ventina di bambini. Insomma, sono un buon partito, piaccio a grandi e piccini.. ;-)
Le persone della mia età invece non c'erano, tutte a lavorare in risaia o nelle costruzioni a Siem Reap. Le incontro quando torno a casa da Soutnikum, loro vanno nell'altra direzione placidamente, con le loro biciclette, chi scherza, chi chiacchiera, chi si fa spingere da un amico col motorino, sembra l'Italia innocente del dopoguerra, l'uscita delle fabbriche e il boom dell'economia che si poggia sulla schiena di tanti piccoli umili lavoratori che per qualche dollaro (forse 3) rinunciano alla propria giovinezza pur di aiutare la famiglia ad andare avanti. I ragazzi qui quando non si hanno più soldi per mandarli a scuola (quella pubblica intendo, che costerà qualche decina di dollari all'anno) si spediscono dritti dritti a lavorare, le braccia servono sia in casa che fuori e allora via, hai 12 anni quindi sei già pronto per lavorare.
Qui chi parla inglese si salva in qualcosa di turistico, ma quelli sono privilegiati che prendono un centinaio di dollari al mese. Quelli sì che stanno bene. Ah, quelli magari tra un po' riescono anche a comprarsi il motorino.. Qui le persone non escono di casa la sera perché non si possono permettere di pagare un pasto al ristorante (una portata un dollaro) o bere una birra (1 dollaro nei posti più cool).
Al primo villaggio hanno eletto come capo un ragazzo giovane (36 anni) che già da 6 lavora per il bene della comunità. Sa leggere e scrivere e questo lo rende già superiore a tutti. Ieri mi ha detto che la gente lì è finita quasi tutta sul lastrico perché si era impegnata gli ori e poi non hanno ottenuto il denaro che si aspettavano: hanno perso circa 40000 riel a famiglia (10 dollari) e sono disperati.
Ho pensato al Goa ed al biglietto d'ingresso a 22 euro, le consumazioni a 12 e la bamba a 100 al pezzo. Ho pensato ai veglioni, ricchi premi e cotillons senza mai divertirsi, all'ultimo modello di videofonino o all'ultimo modello di modella.

Qui il futuro è senza futuro, ma anche da noi non la vedo proprio bene..

*L*

3 comments:

Anonymous said...

E quindi qual è la soluzione? Una società mezza industrializzata e mezza no? con l'entrata del Goa a 5 euri e i bambini che giocano per strada a nascondino? Treni supersonici ma niente traffico en niente smog? Chi lo sa? Il problema è sempre lo stesso e insegue l'uomo da 3 4 secoli circa: è questo il migliore dei mondi possibili? Non lo so veramente caro Luca, ma poi mi vieni in mente tu e penso di sì...

Valerio Schiavoni said...

non esiste un mondo di uomini senza che esistano opposti..è il dis/equilibrio tra i due poli a rendere tale la società umana..

a volte penso che se siamo fatti di atomi carichi positivamente e negativamente, un qualche effetto ce lo dovrà pure avere su di noi..

a volte penso che prendere coscienza di aver vissuto dal lato fortunato della società ci faccia venir voglia di andarcene dall'altra parte..e viceversa. e chissà che non ci sia altra soluzione se non un continuo flusso .Vedi la maree: se fosse sempre bassa, i veneziani sarebbero contenti, ma a qualcuno stai sicuro che roderebbe

Luca said...

un mondo bello e bravo sarebbe possibile, ma servirebbero esclusivamente uomini belli e bravi. E magari più donne, peccato che si perdano ancora per strada con la faccenda dei figli e dell'amore.. ;-)

Vivendo qui si capisce come un mondo funzionante si possa ottenere solo con qualche miliardo di persone/animali di meno.. E allora che fai, metti mine dappertutto così avviene una selezione dettata dal fato in cui i più fessi (ed i più intraprendenti) saltano in aria?! Qui in Cambogia ci hanno provato..