22.4.08

Rallentare

È un pensiero che mi è venuto ad Hong Kong mentre camminavo. È un qualcosa che ho in testa da quel momento e non mi lascia più. È stata un'altra piccola chiave per aprire un'altra piccola porta.

Ero davanti al fiume, erano le 7 di sera, ero in attesa che gli imponenti grattacieli davanti a me si rivelassero in tutta la loro magniloquente grandezza, creando uno spettacolo di luci e suoni.
Tutte le sere, alle 8.
Uno spettacolo da non perdere, uno spettacolo entrato nel guinness dei primati.
Tutte le sere, alle 8.
Un evento eccezionale, irripetibile.
Tutte le sere, alle 8.
Dal 2004 solo per voi.
Tutte le sere, alle 8.

Bang! Sono costretto a sedermi su una panchina per il colpo ed incomincio ad osservare per la prima volta, o per meglio dire, a riconoscere e quindi vedere, i mille flussi della vita intrecciarsi nella fitta cappa di smog di fronte a me. Il fiume scorre ma la sua corrente non ha una direzione. Si muove e basta.
Il movimento.
È stata una rivelazione. Un'altro pezzo della matrice, un altro pezzo di quell'uno infinito.

Non fermarti, corri, metti in moto tutte le particelle possibili e falle muovere, quelle coivolgeranno le altre e così via. Non arrestare il processo, il processo nucleare, la bomba atomica.
Più ti muovi e più ti dilati, più ti dilati e più perdi il contatto con te stesso. Il calore.
Il tuo io si fonde con quello di chi ti sta accanto e viceversa, niente rimane più tuo solo tuo tuo e basta ma diventa di tutti. Quello che sei non è più tuo solo tuo tuo e basta ma diventa di tutti.
La tua identità non è più tua solo tua solo tua tua e basta ma vola via e diventa di tutti.
Ora rappresenti, non sei. Rappresenti il Sistema, come gli altri ma a modo tutto tuo®
. Benvenuto nel Club più esclusivo. Anche tu ora sei una stella nel Firmamento®.
Erre? Rarrarrirra allora.


Il villaggio globale espanso. La megalopoli globale in cui tutti sono dentro.


Quello che sei non è più quello che sei ma quello che il tutto è. Non fermarti, non bloccare il flusso, non inceppare l'ingranaggio. Continua, va avanti, prosegui che c'è gente dietro. Vai, vai! Non fare domande, né a noi né a te stesso, va' e basta che abbiamo fretta. La risposta è più avanti.

-Ma dove devo andare?
- Segui chi ti sta davanti, no? Ma che sei nuovo di qui?

Vieni dentro, salta su, corri insieme a noi. Produci, mangia, bevi, suda; consuma, spendi, vota. Sorridi. Ora sei felice.


Le formiche.

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Curiosità sulle formiche.

Le formiche sono le creature più longeve sulla terra. Come gli squali, la specie non si è evoluta molto in milioni di anni.
Le formiche sono le creature più forti rispetto alle loro dimensioni. Possono trasportare un carico di 15/20 volte superiore al loro peso.
Si stima che ci siano circa 10000 trilioni (10 x 1015) di formiche viventi sulla Terra in questo momento.
Ciò rappresenta lo 0.1% di tutti gli insetti del pianeta.

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Tutti dentro, come le formiche, nel più grande ed esclusivo Club sulla Terra e sulla parte visibile della Luna. Non fermarti, non pensare al carico sopra di te, lo porterai con più facilità. Quello che sei è quello che eri e quello che sarai tutto nello stesso istante perchè la storia siamo noi, noi del Club.

Tutti dentro, come le formiche, e mai voltarsi indietro che altrimenti ti vengono le vertigini per quanto sei in alto. Te lo dico io che sei in alto, altissimo, mai così in alto! Tu però continua. E sorridi che il successo è dietro l'angolo. Non vedi ancora l'angolo?! Io lo vedo benissimo! È lì, guarda, è giusto dietro quell'altro angolo.

La formica. Quell'animaletto insulso, così insignificante per noi, per la nostra vita da guinness, ci aveva visto lungo fin dalla sua nascita.
Pensare è inutile, superfluo. Bisogna andare avanti. Il futuro non mi fa paura perchè io ho gli amici del Club. Il pensiero viene agli indecisi e noi del Club non lo siamo. E poi non avremmo nemmeno il tempo per esserlo. Andiamo di fretta, siamo così indaffarati a fare quello che dobbiamo fare! Ammucchiare.
Cosa facciamo? Chiedilo a chi mi sta davanti, io faccio quello che fa lui e mi basta. Anzi, mi soddisfa e mi completa, almeno così mi si dice da davanti ed io riporto dietro.

La risposta? A quale domanda? Scusa è che ero sovrappensiero.
A che pensavo? A quello che pensava quello davanti.
Che pensava quello davanti?
A quello che pensava quello davanti.
Che pensava quello davanti? A quello che pensava quello davanti.
Che pensava quello davanti? A quello che pensava quello davanti.
Che pensava quello davanti? A quello che pensava quello davanti.
Che pensava quello davanti? A quello che pensava quello davanti.
E vuoi sapere che pensava quello che sta davanti a quello che sta davanti a quello che sta davanti a quello che sta davanti a me? Non te lo so dire di sicuro, perchè è troppo avanti, beato lui. Ma un giorno lo raggiungerò, anche se non proprio lui almeno raggiungerò la sua posizione all'interno della catena e allora sì che saprò cosa si prova a pensare quello che pensava lui un tempo. Un tempo che è ora e subito perchè non esiste lo ieri. Lo ieri è da perdenti e noi che siamo dentro al Club non perdiamo. Mai.

Correre, veloce, scalare, anzi volare verso il successo. Raggiungere la vetta che mentre corri si allontana. L'asino e la carota.
Non toccare mai terra. Non fermarsi ad osservare quello che si muove intorno a noi. Non c'è niente da guardare sulla scena del delitto, circolare.
Non avere dubbi perchè non ci sono. Comunicato stampa governativo.
Non guardare mai per terra che c'è il rischio di aver voglia di scavare.

Rallentare, scendere dal tapis roulant e non aver paura di lasciarsi andare alla deriva del pensiero.

*L*

7 comments:

Anonymous said...

Il grande viaggiatore e scrittore di origini turcomanne, Dave Saparyhat Durdiyevv, che se non conoscete, aripiateve, scrive: "Il mondo è sempre stato ingiusto: cittadini romani e schiavi, feudatari e servi della gleba, però prima perlomeno lo si sapeva. Lo si vedeva una volta il sistema, l’impero era fisico. Oggi no. Oggi il sistema non appare, non si manifesta. L’impero è subdolo. Oggi il sistema compra le anime e le manipola. Il sistema ci sta dentro, nelle visione che abbiamo del mondo, nelle abitudini, nei comportamenti. E non ce ne accorgiamo. Guidati pensiamo di guidare, decisi ci illudiamo di decidere. E così oggi il sistema ci fa felici dello stress, contenti delle corse, entusiasti della ripetitività, convinti dalla pubblicità, appagati dal prodotto, sedotti dalle apparenze, solidari con chi sfruttiamo e donatori di una parte del bottino. Una volta l’impero te lo diceva se eri uno schiavo. Telo dicevano i marchesi che eri un servo della gleba. Oggi invece chi siamo noi? chi sono io all’interno della mia società?"

Grande Dave, così lo chiamano gli amici occidentali, sempre prezioso.

Anonymous said...

Ma veramente io sapevo che questa frase seguita dalla seguente era del fine e acuto storico finlandese Matti Haloosen sempre molto critico con il conformismo piccolo-borghese degli anticonformisti in arcobaleno:
"Ci stanno ingannando i sensi col consumo. Affogando l’intelligenza nella produttività. Elettori di nulla, non scegliamo niente. Allora siamo schiavi anche noi. Quanto meno sudditi. Ma non lo sappiamo. E non lo sappiamo perché non celo fanno vedere. Anzi vogliono farci credere il contrario. Che siamo tutti re. Tutti al centro. Tutti importanti. Basta solo consumare, lavorare, andare. Sudditi che pensano di essere re. Cani che si sentono padroni. Camerieri che si vedono seduti e riveriti ai tavoli, mozzi che si illudono di decidere la rotta, comprati che credono di comprare. Schizofrenia...
Comprati col comprare. Perché il re non bada a spese se vuole essere re, ed essere serviti e riveriti costa. Bisogna spendere. Essere all’altezza, adeguarsi al livello dei consumi. La serie lavoro produzione e consumo, si allunga di una quarta fase: creazione dei bisogni e delle paure. Per continuare ad essere comprati, comprando di più. Più creano i nostri bisogni e le nostre paure, più ci inducono a consumare. E più consumiamo più siamo costretti a lavorare per consumare, o al limite ci consigliano l’indebitamento: un facile mutuo. Ovviamente il debito è per farci lavorare di più in futuro. La serie ci avvolge in spirali. Lavoro produzione consumo, quindi creazione di nuovi bisogni e di nuove paure. Allora più lavoro, più produzione, più consumo, poi nuova creazione e così via di nuovo. Infine totale controllo. Schiavi di noi stessi, del sistema che ormai ci controlla da dentro. Dai nostri bisogni e dalle nostre paure."

Anonymous said...

Ragazzi, non litigate, per favore, tralaltro sempre coperti da questa fastidiosa anonimezza. L'importante sono le idee, non da dove vengono. L'importante è che girino, che conoscano gente, che magari la sveglino.
Perciò Durdyevv o Haloosen che cambia?

Per chiudere ricorderei al nostro Luca che coglie un tema centrale nell'esistenzialismo postmoderno di giovani disadattati. L'incasellamento in schemi, in code senza inizio e senza fine, nella democrazia maggioritaria de che se lo fanno tutti allora è giusto, allora lo faccio pure io.

"C'è lì un posto, lo ha lasciato tuo padre.
Non dovrai che restare sul ponte
e guardare le altre navi passare
le più piccole dirigile al fiume
e più grandi sanno già dove andare."

Paolo

valerio said...
This comment has been removed by a blog administrator.
Piero said...

Il peso totale delle formiche sul pianeta supera largamente quello degli esseri umani.
Comunque, ad un osservatore attento non può sfuggire che nell'incessante andirivieni del formicaio c'è sempre una formica immobile sul fondo, che batte la fiacca.

Anonymous said...

Willkommen in der Moderne:
In der 2. Moderne, Nicht-Halbmoderne, andere Moderne, Postmoderne etc. - in der Moderne nach Moderne!
Und willkommen in der Leistungs-, Risiko-, Konsum-, Informations-, Erlebnis-, Wirtschafts-, etc. - in der Weltgesellschaft!
Oder doch willkommen am Anfang vom Ende der Gesellschaft –
ODER in der Vergesellschaftung!?
Und was kommt danach?

Antwort:

„Die Antwort? Welche Frage? Sorry, aber ich war im Gedanken verloren.
An was ich denke? An das, was jener zuvor dachte.
An was denkt jener zuvor? An das, was jener zuvor dachte.
An was denkt jener zuvor? An das, was jener zuvor dachte.
An was denkt jener zuvor? An das, was jener zuvor dachte.
An was denkt jener zuvor? An das, was jener zuvor dachte.
An was denkt jener zuvor? An das, was jener zuvor dachte.“
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(Benvenuto nella modernità:
Nella seconda modernità, Nicht-Halbmoderne, altra modernità, postmodernismo etc., nella modernità per il moderno!
E benvenuto nella società efficientista, società del rischio, società dei consumi, società dell'informazione, società del esperienza, società del economico etc., nella società del mondo!
O in realtà benvenuto al inizio della fine della società,
O nella socializzazione!?
E che cosa arriva dopo?

La risposta:

“La risposta? A quale domanda? Scusa è che ero sovrappensiero.
A che pensavo? A quello che pensava quello davanti.
Che pensava quello davanti? A quello che pensava quello davanti.
Che pensava quello davanti? A quello che pensava quello davanti.
Che pensava quello davanti? A quello che pensava quello davanti.
Che pensava quello davanti? A quello che pensava quello davanti.
Che pensava quello davanti? A quello che pensava quello davanti.”)
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P.S.: Dies ist wohl mein liebster Eintrag von dir! :-)

Gruß
rohini

Anonymous said...

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