15.11.06

Hanoi capitale di uno stato comunista.
Hanoi capitale di uno stato socialista.
Hanoi capitale di uno stato che non sa bene dove sta, se dalla parte degli ideali o da quella dei soldi.
Hanoi capitale di capitali.

Hanoi convulsa, confusionaria, dove tutto scompare e riappare, laghi grandi ma in fondo piccoli se guardati bene, forse finti ma forse veri, con tartarughe finte, o forse vere.
Hanoi città che pulsa e fermenta, di giorno la strada è la casa di tutti, belli e brutti, di notte ognuno sceglie la sua via e la strada ne approfitta per spalmarsi il balsamo di tigre su tutti i bozzi e le ferite provocate dalla frenesia cieca di gente che si muove per non star ferma.

Hanoi capitale mondiale del motorino scoppiettante, la strada è una giungla che proprio nel caos più sconclusionato trova il suo senso. Non interrompere il suo strabordante flusso vitale, non bloccare il dragone che ti inghiotte, non fermarti a chiederti il come ed il perché, in special modo in mezzo ad un incrocio: non ha senso, è l'unico senso vietato in una città dove i semafori servono da lampioni.


Hanoi francese e coloniale, diroccata e quindi splendida, romantica, impacciata quando la si trova in desabillé, mille stradine che si perdono nell'oblio, vite che ti assalgono curiose e ti invitano a sederti ad ascoltare con loro il rumore assordante del nulla. I numeri di telefono ed i messaggi sui muri, le porte che si aprono al mondo e risucchiano il suo sguardo sul loro, privato, interno, buio; cunicoli, grate, gabbie, pozze, muffa, ruggine. Si dorme, si mangia, si vive, si muore. E voi chi siete? Benvenuti.


Hanoi cinese dei prezzi che non scendono di un Dong, gli oggetti che cambiano di prezzo a seconda del vento, 10, 100 o 1000, ripassa dopo che forse è l'ora del ponentino.

Hanoi con le bandierine americane nei negozi e per le strade, invasori benvenuti, vi abbiamo fatto il culo al tempo ed ora proseguiamo col portafoglio. Gli ideali sono solo sovrastrutture, viva Marx, viva il Mars.


Hanoi città del commercio, tutto ti si getta davanti e se lo scansi scompare riapparendo sotto altre sembianze: il fantasma cinese, solo un po' meno sfacciato dello spiritello porcello occidentale.


Hanoi della gente che si abbraccia e sorride, le donne emancipate e non costrette in casa, poppe grosse e sguardo di ferro. Leader Maxime, leader Max, da calendario.


Hanoi del cibo buono ovunque, ma sempre in mezzo alla strada. Le zuppe e il riso, le miriadi di pastelle fritte, i cesti di banane portati sulle spalle col cappello di bambu, i maialini interi appesi, laccati, leccati con lo sguardo dai passanti.


Hanoi bia hoi.
Hanoi vodka Hanoi.
Hanoi bia hoi e vodka Hanoi e poi bia hoi che ti fa salire la vodka Hanoi.



Hanoi ma che voi.
Hanoi il game boy.


Hanoi di tutti tranne che di voi.
Hanoi, A NOI!


*L*





































4 comments:

Anonymous said...

"L'eroica, austera, silenziosa Hanoi della guerra è ormai solo una città in miseria, dove tutto è in vendita. Tutto pare marcire: i tetti, le porte, i muri; la gente stessa."
Tiziano Terzani

vschiavoni said...

la donnina del santino è Britney Spears!

Luca said...

vero. per tutti e due.

*

Anonymous said...

ma chi sono i ceffi dei passaporti?!!?
;-P

E.