28.3.07

Mi Consentano

Ieri sono capitato su questo link di Repubblica, si tratta di foto amatoriali scattate nel 1977: http://www.repubblica.it/flash/gallerie/2007/foto1977/index.html.
La Repubblica prende spunto dalla mostra fotografica di Roma che si chiama "FotoGrafia" (i creativi romani sono imbattibili..) che sembra ripercorra proprio quell'anno.
Belle foto, ho cercato invano di ritrovarci mio padre e mia madre, ma in fondo è come se ci fossero stati. Mi rivedo bambino, anche nel calore di quelle foto ingiallite, foto profumate, vive, con pezzetti di tabacco, foglie o granelli di sabbia a fargli compagnia dentro agli album di Luxumbra.

La due cavalli e i viaggi in tenda in turchia o afghanistan, i capelli scompigliati sopra ad enormi occhiali da sole, il tamburello, il nudismo, una carica irrefrenabile dentro. La pompa.

L'attivismo politico e gli ideali, le mobilitazioni di massa in strada e all'università, la lotta continua e quella di classe, le notti in cella, le manganellate. Potere al popolo, potere alla parola.

La democrazia, il comunismo, le superpotenze, i buoni, i cattivi.

Ne valeva la pena lottare.
Ne valeva la pena lottare?

Mi ritrovo nel 2007, a 30 anni di distanza, a sorridere amaro davanti a questa domanda, retorica.
Rido amaro prima di tutto perché 30 anni allora ce li ho pure io, e minchia se la cosa mi pesa. Poi perché, meno egoisticamente, quelle foto rivelano con chiarezza quanto la sconfitta degli ideali sia netta, cocente.
Ci hanno fatto neri, ci hanno fatto credere di fare la rivoluzione ed invece ci trovavamo dentro ad uno spot pubblicitario, come nel Truman Show. Era la realtà, la realtà quella vera, così vera che era anche senza conservanti e forse c'era già anche qualche bifidus, ma noi non lo sapevamo ancora. 0,1% di grassi e 100% di leggerezza, comunque.

Ecco, la leggerezza. Si era leggeri a quel tempo, si leggeva a quel tempo, si dubitava ma anche sui dubbi si aveva un limite. Si credeva ingenuamente che quello che valeva davvero era uguale per tutti. Non era possibile che qualcuno andando contro i propri interessi facesse i propri interessi. Ma come.

Il peso che abbiamo addosso, che ci portiamo da quando siamo nati, le libertà fisiche e mentali che nel corso del tempo ci siamo fatti sfilare da sotto al naso, che a volte ci siamo tolti da soli perché ci hanno fatto credere che fosse la cosa giusta da fare. Il masochismo cieco di chi vuole andare contro tutto e tutti.
Ce l'hanno messa in der posto, ma con tre piani di morbidezza. Una carezza, insomma. Già fatto?! Si chiedeva incredula quella ragazzina che non conosceva ancora la dolcezza di Pic Indolor (i creativi di un tempo sì che erano imbattibili..). Quella troia. Anche lei ci ha infinocchiato. Avrà l'età mia quella maledetta, se la incontrassi per strada forse la riconoscerei ancora, con quei dentoni. Forse la rincontrerò in qualche pubblicità di pannoloni (o dentiere) quando saremo entrambi sulla settantina. Ho comunque il sospetto che sia suo il morso sulla mela Mentadent.

Il Tg2 dice che il trend per la casa per il 2008 sarà la cucina ipertecnologica.Il Tg2 diceva che il trend per la casa per il 1977 sarebbe stato la cucina ipertecnologica.
Nessuna differenza, solo 30 anni e il fatto che al tempo c'erano anche dei giornalisti a lavorare nella redazione.

É stato proprio il movimento del '68 ad affossare le nostre già minime libertà e possibilità di evolverci. Il Grande Fratello si è divertito nell'ombra e (meno di) 30 anni dopo ha avuto anche la strafottenza di uscire allo scoperto e diventare di dominio pubblico, di farsi osannare da chi lo voleva distruggere.

Ritorna la DC, ritorna la libertà.

Questo discorso infinito non porta da nessuna parte se non al mio deretano, quindi chiudo questa parentesi e proseguo con altre ovvietà.

In Cambogia il 31 marzo si andrà alle urne per le elezioni comunali. Una settimana fa è iniziata la campagna elettorale del CPP (Cambodian People's Party... Ricorda qualcosa?!): un mare bianco e giallo (tutti con polo e cappellini del partito) fatto di motorini, carretti, macchine, camion zeppi di uomini, donne e bambini festanti si è riversato dalle campagne sulle strade per raccogliersi a Siem Reap. Un'invasione. Una campagna dalla campagna.Ogni sostenitore riceve un soldino, un piccolo rimborso per la benzina, l'uso del mezzo, o anche solo per i sorrisi e le urla. Non per la promessa di voto. No. Giuro. Ma su chi? Manolo, sta attento alle palle!

Il primo ministro (del CPP) è al potere dal 1993, quando ci sono state le prime elezioni "democratiche", che non vuol dire legali.
Il primo ministro è accusato di detenere a titolo personale le maggiori società che operano in Cambogia. Ad esempio, le reti televisive nazionali e il maggiore (per non dire unico) fornitore di carburante del Paese.
Il primo ministro è l'unico che decide i vincitori degli appalti per le grandi opere pubbliche.
Il primo ministro ha politicamente eliminato i suoi avversari, con l'avallo del re.
Il primo ministro fa battute di basso livello durante i comizi e canta al karaoke.
Il primo ministro ha una chioma folta e un sorriso smagliante, i due più importanti canoni di bellezza maschile in questo Paese.
Il primo ministro è presente su ogni tronco d'albero della Cambogia col suo bel faccione, e qui di alberi ce ne sono tanti.
Il primo ministro ha bassissima popolarità nelle città (Phnom Penh e Battambang) e molta nelle campagne.

Quando ho detto ad alcuni cambogiani che in Italia se si fa una foto col cellulare del voto espresso si beccano dei soldi (e abbastanza) la maggior parte è rimasta molto colpita, quasi inorridita. Non gli sembrava possibile che qualcuno rinunciasse a questo diritto inalienabile, agli ideali per cui si è tanto lottato, per un fine così basso. Ma come.

Uno invece mi ha detto: "interessante".

Gnam,

*L*

10 comments:

Piero said...

I miei genitori sono nati a cavallo degli anni ’30.
Troppo giovani per fare la guerra ma abbastanza adulti per lanciarsi nella ricostruzione, approfittando del vuoto lasciato dalla generazione che li precedeva.
Così hanno corso il loro galoppo sfrenato, coprendo l’Italia di cemento, inquinando senza freni e godendosi la bella vita del boom anni ‘60.
Di fronte alla crisi energetica della fine degli anni ’70 hanno reagito restando saldamente in sella e facendone pagare tutto il prezzo ai loro figli.
Oggi sono ancora lì che trottano.
Io ho voluto fare lo stesso errore con i loro nipoti.

Piero said...

Digitando ho dimenticato una negazione essenziale.
La frase finale è:
"Io NON ho voluto fare lo stesso errore con i loro nipoti"

;-)

L'80Re said...

Noi non abbiamo fatto la Guerra, nÈ abbiamo visto lo sbarco sulla luna,
non abbiamo vissuto gli anni di piombo, nÈ abbiamo votato il referendum per
l'aborto e la nostra memoria storica comincia coi Mondiali di Italia '90.
Per non aver vissuto direttamente il '68 ci dicono che non abbiamo ideali,
mentre ne sappiamo di politica pi˘ di quanto credono e pi˘ di quanto
sapranno mai i nostri fratelli minori e discendenti
Babbo Natale non sempre ci portava ciÚ che chiedevamo, perÚ ci sentivamo
dire, e lo sentiamo ancora, che abbiamo avuto tutto, nonostante quelli che
sono venuti dopo di noi sÏ che hanno avuto tutto, e nessuno glielo dice.
Siamo l'ultima generazione che ha imparato a giocare con le biglie, a
saltare la corda, a giocare a lupo, a un-due-tre-stella, e allo stesso tempo
i primi ad aver giocato coi videogiochi, ad essere andati ai parchi di
divertimento o aver visto i cartoni animati a colori.
Abbiamo indossato pantaloni a campana, a sigaretta, a zampa di elefante e
con la cucitura storta; la nostra prima tuta Ë stata blu con bande bianche
sulle maniche e le nostre prime scarpe da ginnastica di marca le abbiamo
avute dopo i 10 anni.
Andavamo a scuola quando il 1 novembre era il giorno dei Santi e non
Halloween, quando ancora si veniva bocciati, siamo stai gli ultimi a fare la
Maturit‡ e i pionieri del 3+2...
Siamo stati etichettati come Generazione X e abbiamo dovuto sorbirci
Sentieri e i Visitors, Twin Peaks e Beverly Hills (ti piacquero allora, vai
a rivederli adesso, vedrai che delusione). Abbiamo pianto per Candy-Candy,
ci siamo innamorate dei fratelli di Georgie, abbiamo riso con Spank, ballato
con Heather Parisi, cantato con Cristina D'Avena e imparato la mitologia
greca con Pollon.
Siamo una generazione che ha visto Maradona fare campagne contro la droga.
Siamo i primi ad essere entrati nel mondo del lavoro come Co.Co.Co. e
quelli per cui non gli costa niente licenziarci.
Ci ricordano sempre fatti accaduti prima che nascessimo, come se non
avessimo vissuto nessun avvenimento storico.
Abbiamo imparato che cos'Ë il terrorismo,abbiamo visto cadere il muro di
Berlino, e Clinton avere relazioni improprie con la segretaria nella Stanza
Ovale; siamo state le pi˘ giovani vittime di Cernobyl; quelli della nostra
generazione l'hanno fatta la guerra (Kosovo, Afghanistan, Iraq, ecc.);
Abbiamo gridato NO NATO, fuori le basi dall'Italia, senza sapere molto
bene cosa significasse, per poi capirlo di colpo un 11 di settembre.
Abbiamo imparato a programmare un videoregistratore prima di chiunque
altro, abbiamo giocato a Pac-Man, odiamo Bill Gates e credevamo che internet
sarebbe stato un mondo libero.
Siamo la generazione di Bim Bum Bam, di
Clementina-e-il-Piccolo-Mugnaio-Bianco e del Drive-in. Siamo la generazione
che andÚ al cinema a vedere i film di Bud Spencer e Terence Hill.
Quelli cresciuti ascoltando gli Europe e Nik Kamen, e gli ultimi a usare dei
gettoni del telefono. Ci siamo emozionati con Superman, ET o Alla Ricerca
dell'Arca Perduta.
Bevevamo il Billy e mangiavamo le Big Bubble, ma neanche le Hubba Bubba non
erano male; al supermercato le cassiere ci davano le caramelline di zucchero
come resto. Siamo la generazione di Crystal Ball ("con Crystal Ball ci puoi
giocare..."), delle sorprese del Mulino Bianco, dei mattoncini Lego a forma
di mattoncino, dei Puffi, i Voltrons, Magnum P.I., Holly e Benji, MimÏ
Ayuara, l'Incredibile Hulk, Poochie, Yattaman, Iridella, He-Man, Lam˘,
Creamy, Kiss Me Licia, i Barbapap‡, i Mini-Pony, le Micro-Machine, Big Jim e
la casa di Barbie di cartone ma con l'ascensore.
La generazione che ancora si chiede se Mila e Shiro alla fine vanno insieme.
La generazione che non ricorda l'Italia Mondiale '82, e che ci viene un
riso smorzato quando ci vogliono dare a bere che l'Italia di quest'anno Ë la
favorita..
L'ultima generazione a vedere il proprio padre caricare il portapacchi
della macchina all'inverosimile per andare in vacanza 15 giorni.
L'ultima generazione degli spinelli...
Guardandoci indietro Ë difficile credere che siamo ancora vivi:
viaggiavamo in macchina senza cinture, senza seggiolini speciali e senza
air-bag; facevamo viaggi di 10-12 ore e non soffrivamo di sindrome da classe
turista. Non avevamo porte con protezioni, armadi o flaconi di medicinali
con chiusure a prova di bambino. Andavamo in bicicletta senza casco nÈ
protezioni per le ginocchia o i gomiti. Le altalene erano di ferro con gli
spigoli vivi e il gioco delle penitenze era bestiale.
Non c'erano i cellulari. Andavamo a scuola carichi di libri e quaderni,
tutti infilati in una cartella che raramente aveva gli spallacci imbottiti,
e tanto meno le rotelle!!
Magiavamo dolci e bevevamo bibite, ma non eravamo obesi. Al limite uno
era grasso e fine. Ci attaccavamo alla stessa bottiglia per bere e nessuno
si Ë mai infettato. Ci trasmettevamo solo i pidocchi a scuola, cosa che le
nostre madri sistemavamo lavandoci la testa con l'aceto.
Non avevamo Playstation, Nintendo 64, videogiochi, 99 canali televisivi,
dolby-surround, cellulari, computer e Internet, perÚ ce la spassavamo
tirandoci gavettoni e rotolandoci per terra tirando su di tutto; bevevamo
l'acqua direttamente dalle fontane dei parchi, acqua non imbottigliata, che
bevono anche i cani! E le ragazze si intortavano inseguendole per toccar
loro il sedere e giocando al gioco della bottiglia o a quello della verit‡,
non in una chat dicendo :) :D :P
UN PO' NOSTALGICI UN PO' RETORICI, COME PIACE AL BLOGGHE.

Luca said...

Un lapsus davvero indicativo, Piero.. ;-)

Mi ritrovo a far presente a mio padre (ma lui lo sapeva gia') che mio nonno l'ha fottuto senza fottersene e mi ritrovo ad ammettere che allo stesso tempo ha fottuto anche me.

Al tempo, si parla sempre del "mittticcooo" 1977, probabilmente i 26enni erano troppo presi a fare le rivoluzioni (il trend del momento essere commmunisti, lo diceva anche il Tg2) per rendersene conto e prendere le dovute controffensive.
Serve la lontananza dalle cose, temporale o fisica, per vederle nella loro (drammatica) interezza.

Ciuffetto Generazione X invece replica una catena di sant'antonio (anche questo termine si poteva aggiungere nell'amar-cord) che ha colpito al cuore tutti i miei coetagnniii, tralasciando il fatto che lui ad Ambra telefonava tutti i pomeriggi e si rammaricava che accanto a lei ci fosse il diavoletto rossonero invece della zebretta bianca come la bamba (para bailar se necesita) e nera come il petroglllio.

W la rivoluzione interiore. Vero pa'?

*

Piero said...

Poche chiacchiere. Io ho firmato l'impegno ed ho intenzione di mantenerlo.
http://www.pattogenerazionale.com/

cya

Luca said...

mio padre.
mio.

*

valerio said...

caro l'80re

ma ci faccia il piacere ci faccia

L'80re said...

E non ci sto mica a fare la parte del pungiball!
Una volta ero io che mettevo zizzania nel blogghe, e adesso mi volete far passare per quello che si da la zappa su piedi?
Non mi sono mai preso la paternità di quello che ho postato, me ne guardo bene, ma anzi, se leggete bene l'ultima frase capirete lo spirito dell'allegato.
E per fortuna, di Ambra rimane il fatto che sulla mia felpa era una troia.
Rimango FIGLIO DELLE STELLE e PRONIPOTE DI SUA MAESTA' IL DENARO.

Anonymous said...

A Piero e Luca:

"Nella vita odierna il mondo appartiene agli stolti, agli indifferenti, agli attivisti. Oggi il diritto di vivere e di trionfare si ottiene praticamente con gli stessi requisiti con cui si ottiene il ricovero in un manicomio: l'incapacità di pensare, l'amoralità e l'eccessiva agitazione"

Questo lo diceva Pessoa 80 anni fa, forse Piero 30, e lo diciamo anche Luca ed io oggi.

Forse lo diranno anche tra 30 anni, e il nostro tg2 sembrerà ai nostri figli quasi accettabile.
Forse sarà sempre così, sempre divisi, tra chi avrà costruito la propria libertà anche se in un giardino chiuso, e chi avrà innalzato la propria bandiera bianca al sistema...minima immoralia minima immoralia...

Paolo

Marcello said...

Pensa Luca, giorni fa guardavo esattemente quella galleria e pensavo suppergiù le tue stesse cose... Sai quanto io sia legato a "quelle cose"... Bhè mi son commosso, come un fesso, come un bambino, come una bella persona credo.