2.10.06

Spiderman


Stasera quando ho riaperto la porta me lo sono ritrovato davanti.
Mi aspettava, spavaldo, col suo occhietto d'assassino. Sfacciatamente, era immobile sul muro bianco. Niente più nascondigli ora, è arrivata la resa dei conti.
Immobile, ha aspettato che io facessi la prima mossa.
Si ricordava di stamattina, quando mi era sfuggito con grande destrezza, l'avevo trovato lì in equilibrio sulla tenda mentre stendevo i panni fischiettando la Carrà. E' sgattaiolato dietro all'armadio, ho rovistato dappertutto ma di lui nessuna traccia: scomparso nel nulla, quel nulla da cui era venuto per minacciarmi.

Ma chi me l'aveva mandato? "Avrò fatto qualche sgarro a qualche industria di caffè?" pensavo tra me e me. No, con Illy e Lavazza apposto, forse è la Kimbo.. Maledetto Baudo! E allora, uscendo di casa per andare ai templi, mi sono appellato a Santa Croce.

Accendo la luce grande e lo guardo, lo studio, gli vado vicino e ritorno indietro, lo fiuto, gli alito il mio rancore addosso, ancora più acre dopo una cena al ristorante cinese.
Mi tolgo la scarpa, poi anche l'altra, agito la sinistra in aria, un avvertimento. "Sei ancora in tempo per salvarti" gli dico, ma lui non mi ascolta e mi sfida. "Non hai le palle", replica, e mi aspetta.
Con tutta calma, prendo la macchinetta e gli faccio una foto. Quella che starà sulla sua tomba.



Preparo il colpo come un golfista esperto, calcolo il vento e l'inclinazione, sono già pronto per alzare la visiera verso il publico, mi aspettano applausi e fiori.

Impugno forte la scarpa, il cuore batte perché l'avversario è temibile, se s'incazza so' cazzi veri, è veloce e spietato, per questo vive nell'ombra e non ha amici.Scaglio il colpo con tutta forza. Il muro vibra, nella stanza ritorna l'eco della mia paura.


Lo liscio. Lascio un bello stampo sul muro.




Lui corre a tutta velocità verso di me, vuole vendetta. Potevamo essere amici ma io non ho voluto e allora la devo pagare. Spietato.Si avvicina sempre di più, le zampette macinano centimetri su centimentri e io devo prendere una decisione al più presto: sono scalzo e indifeso, indietreggio ma non è abbastanza, la schiena incontra il muro, freddo come la morte che mi sta per venire a prendere.Poi, l'istinto di sopravvivenza. Con un balzo lo salto e gli passo alle spalle, con viulenza inusitata scaglio un altro colpo, verso terra stavolta.

Lo liscio. Che pippa nera..

Stavolta sono fatto. Stavolta sono fatto.

Ribadisco la mazzata in tutta fretta.

Lo centro. Salvo!

Lui si racchiude su se stesso, lasciando come testamento una gelatina giallastra sulle mattonelle. Avevo proprio bisogno di un po' di gel per la mia chioma fluente..

Così finisce la storia. E vissero tutti felici e contenti.

*L*

5 comments:

Valerio Schiavoni said...

"Pronto? Si salve, qui è la L.I.P.R.E." (nd.: Lega Internazionale Protezione Ragni ENORMI), La volevamo informare che lei è stato appena inserito nella nostra banca dati alla voce 'Soggetto isterico aracno-compulsi-fobico' e che presto riceverà la visita del nostro miglior specialista in materia"

E complimenti per la trasmissione :-D

Anonymous said...

Tutti felici e contenti????A me m'è presa 'na sincope a legge quel racconto...vabbè er pathos, ma io sto pe' morì!Primo aereo te vengo a prende:nun te ce lassio in mezzo a quei bluti!

Siriana said...

Appena tornato. Ma mi manca qualcuno con cui pisciarmi addosso.
A presto per i dettagli...

Manolo il Curatore said...

Ninnananna:

L'uomo ragno arriva su gambe di zucchero filato (1)
lentamente, attraverso l'ombra del sole calante,
entrando come un ladro dalla finestra, (nelle case
dove qualcuno) è morto serenamente
Guarda la sua vittima tremante nel letto
che cerca di scacciare la paura nella oscurità che si sta addensando.
Improvvisamente! Un movimento nell'angolo della stanza!
E non c'è nulla che io possa fare
quando capisco con terrore
che l'uomo ragno avrà me per cena, questa notte!
Ride tranquillamente scuotendo la testa, striscia
più vicino ora, più vicino ai piedi del letto
e più felpato dell'ombra e più rapido di una mosca
le sue braccia sono tutte intorno a me e la sua lingua nei miei occhi
"Stai fermo, stai calmo, stai tranquillo ora, mio prezioso ragazzo, non lottare se no io ti amerò ancora di più
perché è troppo tardi per fuggire
o per accendere la luce, l'uomo ragno avrà te per cena, stanotte"
Ed io mi sento come se fossi mangiato da migliaia,
milioni, di buchi pulsanti e incrostati, ed io so
che (domani) mattina mi sveglierò tremante di freddo
e (che) l'uomo ragno è sempre affamato...

Valerio Schiavoni said...

a manò...tu sniffi colla di ragno.. :)