16.9.07

La Pupa Ed Il Succhione

Chkae nun chmaa.
Cane e gatto.
Sabay e Lily.
Una nuova pagina nella mia permanenza cambogiana.
Ereditato da amici francesi, ora in casa ho uno zoo. Allo zoo si vedono animali strani, e la mia casa ne è piena, se si fa riferimento agli standard cambogiani i quali trovano normale allevare coccodrilli e cavallette.

Sabay è un tipico cagnetto cambogiano, taglia media e coda arricciata verso l'alto. Muso da fesso.
Si dice che i cani assomiglino ai padroni.
Lily è una micetta grigia di taglia piccola, occhi grandi e gialli, pelo liscio e coda lunga.. Niente a che vedere col tipico gatto cambogiano, arlecchinato, spelacchiato e con la coda mozzata. Musetto egiziano.
Si dice che i gatti usino i padroni e che tornino da loro solo per mangiare. E se hanno freddo esigono calore.

Sabay si chiamava Squeecky ma vista l'incapacità da parte di qualsiasi cambogiano di pronunciare il suo nome in modo non esilarante (sketch, squck, saki, suki, sick, ricky, e alla fine rocky) ho preferito utilizzare una parola cambogiana: in khmer, thai e laotiano, "Sabay" vuol dire felicità, benessere mentale e fisico, che poi immagino sia la stessa cosa anche da noi.

Lily si chiamava Lily ma vista l'incapacità di noi umani di instaurare un rapporto di reciproco scambio con i felini ho preferito utilizzare il suo nome originario, tanto quella comunque la chiami non ti si fila: Lily vuol dire "giglio", benessere mentale e fisico, che poi immagino sia la stessa cosa anche da noi.

Sabay non gioca coi tronchetti, non gioca con le pallette, non si fa rincorrere, non rincorre. Prima che arrivasse il padrone dei suoi sogni, Sabay ha vissuto sempre abbandonato per strada, conosceva la via di casa solo perché lì poteva trovare delle crocchette per cani 24/7. Lasciato alla mercè dei branchi di cani che imperversano nelle strade la notte, Sabay ha maturato un forte istinto di sopravvivenza e cerca di riaffermare il suo territorio in ogni occasione che gli si presenti. Sabay ha paura delle persone col capo coperto e dei palloni (soprattutto di quelli scagliatigli addosso con una certa veemenza) quindi evito di portarlo nei campi da football americano, così comuni in Cambogia.

Ora che ci sono io, Sabay mangia cibo fresco cucinato sul momento (approvato anche dalla Sora Lilla), dorme in casa (le zanzare se lo mangiano) oppure fuori acciambellato sull'unica poltrona confortevole presente a Villa Baz.
Sabay esce col padrone la sera verso le 5:30, ci si reca al parco reale o nelle vie limitrofe, dove ci si imbatte in tante nuove avventure. Nel giro di qualche passeggiatina (e una fitta serie di legnate) ha imparato a non entrare nei cancelli altrui (dove generalmente ci sono cani feroci), a non infastidire gli umani (l'infame se la prende spesso coi bambini), a camminare a lato della strada (per evitare che i bus pieni di koreani lo falcino), a non mangiare il cibo del gatto (se no lo falcio io); quando dico "andiamo" si prepara per la passeggiata, quando dico "giù" si siede, quando dico "eee" evita di fare la cazzata che era in procinto di fare. Per qualsiasi altra cosa vedi sopra = legnate.

Il gioco che facciamo più spesso è nascondino: io mi nascondo dietro ad un albero mentre lui è più avanti e quando si gira non mi trova più: panico, tragedia. Tra mugolii assordanti, in preda ad un infarto, Sabay torna sulle sue tracce sicuro che il suo padrone sia scomparso ma poi..... TA-DAAA (quando dico "ta-daaa" non mi capisce)! Il padrone ricompare e lo sommerge di carezze e pacche amichevoli, mentre lui ritrova finalmente la vita.

Quanto si rimorchia a portare a spasso il cane.

Quanto si rimorchia a portare a spasso il gatto.

Lily non gioca coi tronchetti, non gioca con le pallette, non si fa rincorrere, non rincorre. Lily non è un cane.
Prima che arrivasse il padrone dei suoi sogni, Lily ha vissuto sempre abbandonata a se stessa, conosceva la via di casa solo perché lì poteva trovare delle crocchette per cani 24/7 (sì, crocchette per cani). Lily non è un cane.

Lily è spietata con qualsiasi utensile per spolverare, con i fili del computer e con quelli per stendere, con la spada rosa che ho trovato un giorno per terra. Il suo dolce musetto si trasforma, diventa feroce, ferino, felino, gli occhi indemoniati e la bocca aperta a mostrare la temibilità del suo morso fatale..
Lily soggiorna su un materasso messo in verticale su un muro per arrivare alla sommità del quale ha bisogno di tirare fuori gli artigli-rampini e scalare con destrezza. Da lì, sovrana, segue lo svolgersi delle attività della casa: visto che non succede nulla in casa, Lily dorme sempre.
Il materasso non è il suo unico giaciglio, praticamente non c'è luogo in casa in cui la principessa non abbia riposato almeno una volta. Generalmente quando sono in casa mi segue, mi anticipa a volte, mi intralcia il cammino mettendomisi tra i piedi; quando lavoro, lei si accoccola sulle ricevute che sto controllando, mi passa davanti allo schermo del computer e pigia i tasti con le zampine, con la coda arricciata all'insù e lo sguardo sempre (fintamente) disinteressato.

Lily desidera la mia attenzione a tutti i costi. Lily è gatta e femmina. Lily mi ha insegnato tanto sulle gatte femmine, quelle bipedi, me le ha fatte scoprire nella loro essenza più pura.

Il gioco che facciamo più spesso è cacciagecko: io me la metto in spalla e insieme andiamo alla ricerca di gecki in casa. Una volta ce n'erano tanti, poi con questo giochino mi sa che si è sparsa la voce... Quando ne troviamo uno (uno sprovveduto), soprattutto nei bagni, lei si eccita, pregusta il sapore del sangue, emette dei mugolii di frenesia, si prepara all'attacco. Il gecko avverte il pericolo e sale verso il soffitto, io tiro qualcosa in alto e lo faccio scendere, Lily si prepara al salto e sferra l'attacco solo nel momento più propizio, quello che solo un predatore conosce.
Il seguito è tutta una serie di inseguimenti, graffi, morsetti, col gecko che nella fuga lascia la coda mozzata ad agitarsi in giro e cerca disperatamente riparo: non c'è salvezza e lui lo sa. Lily alla fine decide di mangiare, si porta la preda in un posto sicuro; spesso lascia la testa, quindi capita di trovare resti della caccia la mattina seguente, con relativo disgusto da parte del padrone dei suoi sogni.

La perversione che mi lega a Lily è totale. Con le sue arti magiche mi ha preso l'anima e ormai non riesco a liberarmi dal pensiero di lei. È un ossessione.
La perversione che lega Lily a me è totale. Con le mie arti magiche le ho preso l'anima e ormai non riesce a liberarsi dal pensiero di me. È un ossessione.
Ci cerchiamo, ci troviamo, ci fondiamo e amoreggiamo dove capita.

Lily è libera di dormire in camera mia, molto spesso salta sul letto e si acciambella vicino ai miei piedi, con la coda che non ne perde mai il contatto. Qualche volta si spinge più in su e la mattina me la ritrovo accanto, che mi guarda, ipnotica ossessione.

Lily ama me ma ama farsi amare. Lily si è fatta ingraivdare da un gattaccio della zona, un bulletto di periferia stile Tigre&Pia, maculato e col pelo arruffato: lo stronzo che piace a tutte le gattine e lei, quella principessa non avvezza alle cose del mondo, è cascata nella sua rete.

La santarellina.
Tornava a dormire a casa come se niente fosse, la santarellina.
Mi faceva le fusa come se niente fosse, la santarellina.
Mi guardava con gli occhi languidi di sempre, la santarellina.

Quella troia.

Me l'ha fatta sotto ai miei occhi, gli occhi di padre offuscati dall'amore.
(So già che quando avrò una figlia impazzirò)

Ora mi ritrovo ad avere 5 gattini di 10 giorni in uno scatolone dell'ufficio, piccole larvette di gatto tremanti con gli occhietti serrati, le zampine soffici e un appetito da leoni. Lily mangia per 20 e io mi sono comprato un frullatore per preparare le pappette a quei 5 bastardini nel prossimo futuro.

Sono ufficialmente fottuto.
Sono ufficialmente il prototipo del single frustrato. Mi mancano solo i gerani alle finestre e un quadro astratto in ingresso.
Sabay ama me ma ama farsi amare. Ho sorpreso Sabay qualche giorno fa a giocare al gioco del dottore col suo amichetto della casa a fianco, un cucciolo vivace con la coda lunga e soffice. Sabay ha sfoderato il solito trucco della saponetta e... traaaac! È successo il patatrac! Me lo ritrovo a farsi cavalcare dal cucciolo, che di soffice non aveva proprio più nulla.

Crack! Il mio cuore infranto.
Crack! La schiena di Sabay è distrutta da una bastonata del padrone dei suoi sogni.
Crack! Una rana commenta l'accaduto con gli amici e mi guarda con aria compassionevole.

Il santarellino.
Usciva a giocare e tornava felice a casa come niente fosse, il santarellino.
Mi faceva le feste come se niente fosse, il santarellino.
Mi guardava con gli occhi languidi di sempre, il santarellino.
Quel finocchio.
Me l'ha fatta sotto ai miei occhi, gli occhi di padre offuscati dall'amore.
(So già che quando avrò una figlio impazzirò)

Ah.. Sapete perché i cani si leccano lì? Perché loro possono.
O perché sono finocchi.

Benessere mentale e fisico, che poi immagino sia la stessa cosa anche da noi.
*L*

5 comments:

valerio said...

un grande bazz in forma smagliante, si destreggia su entrambi i lati, con un gioco di anca-bacino che dribblerebbe un san bernardo ripieno di grappa.


voto: 10 e Luca !!

simona said...

mooolto divertente...mooolto poco divertente per i piccoli animali di villa baz...e lasciali fare ...in fondo ti sei divertito tante volte anche tu...e niente bastone, almeno fisico, per te!
lo dico per il tuo benessere mentale e fisico, che poi immagino sia la stessa cosa anche da noi.
Simona
PS: il mio primo post...ho superato un blocco...urrà per me!
PPS: Tanti Auguri!...sempre in ritardo! que pena!

Luca said...

il mio passato che mi perseguita, con e senza bastone..
tanto già sappiamo che prima o poi la pagherò per le mie malefatte (aspetta e spera), che poi in realtà sono state benessere mentale e fisico per tutti noi.

Dentro di me, di tutti noi, di tutti voi, c'è un cuore di panna.

E allora buona camicia a tutti.

*

Luca said...

Una piccola nota dalla regia tanto per precisare che Sabay non è totalmente finocchio ma bensì bisessualo.
Oggi l'ho pizzicato a giocare alla cavallina ma dall'altra parte, e per giunta con una femmina!

Facciamo progressi...

*

valerio said...

el pueblo unito reclama conferma fotografica :-)