21.10.07

Coffee Break

La scorsa settimana sono riuscito ad avere 6 giorni di vacanza.
Ho fatto un coffee break tra Macao ed Hong Kong.. E mi è ritornata la voglia di vivere una vita umana.


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Macao:

Il suo passato cinese. Il suo passato portoghese.

















Il suo presente cinese. Il suo presente americano.













Il suo futuro ricco e prosperoso: spendere, spandere. E l'economia gira. Tutto nel totale controllo delle menti, dei movimenti.


















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Hong Kong:


Il suo passato cinese. Il suo passato inglese.










Il suo presente cinese. Il suo presente americano.









Il suo futuro ricco e prosperoso: spendere, spandere. E l'economia gira. Tutto nel totale controllo delle menti, dei movimenti.









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Snoopy:


Il suo passato cinese (?). Il suo passato americano.





Il suo presente cinese. Il suo presente americano.





Il suo futuro ricco e prosperoso: "spendete! spandete!". E l'economia gira. Tutto nel totale controllo delle menti, dei movimenti. E Woodstock se la ride.










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La Cambogia:


Il suo passato, il suo presente, il suo futuro: cambogiano.








*L*

28.9.07

Un Posto In Paradiso - Un'Alternativa

Ma allora qualcuno ci aveva già pensato..........

MERDA!




*L*

26.9.07

Un Posto In Paradiso

Io lo sapevo che il merchandising avrebbe funzionato...


Io lo so che Valerio ce l'ha assegnato, quel maledetto posto in Paradiso...


Oh, non è ancora morto eh, ma quando muore... Salta tutta la fila, salta! Chiamalo scemo! Si risparmia tutta la trafila del ticket al Purgatorio! L'altra settimana per fare una radiografia non ti dico... Uh mamma!











Grande Valerio, sono commosso dal tuo supporto.


Sei davvero un Readtolucker!





*L*

16.9.07

La Pupa Ed Il Succhione

Chkae nun chmaa.
Cane e gatto.
Sabay e Lily.
Una nuova pagina nella mia permanenza cambogiana.
Ereditato da amici francesi, ora in casa ho uno zoo. Allo zoo si vedono animali strani, e la mia casa ne è piena, se si fa riferimento agli standard cambogiani i quali trovano normale allevare coccodrilli e cavallette.

Sabay è un tipico cagnetto cambogiano, taglia media e coda arricciata verso l'alto. Muso da fesso.
Si dice che i cani assomiglino ai padroni.
Lily è una micetta grigia di taglia piccola, occhi grandi e gialli, pelo liscio e coda lunga.. Niente a che vedere col tipico gatto cambogiano, arlecchinato, spelacchiato e con la coda mozzata. Musetto egiziano.
Si dice che i gatti usino i padroni e che tornino da loro solo per mangiare. E se hanno freddo esigono calore.

Sabay si chiamava Squeecky ma vista l'incapacità da parte di qualsiasi cambogiano di pronunciare il suo nome in modo non esilarante (sketch, squck, saki, suki, sick, ricky, e alla fine rocky) ho preferito utilizzare una parola cambogiana: in khmer, thai e laotiano, "Sabay" vuol dire felicità, benessere mentale e fisico, che poi immagino sia la stessa cosa anche da noi.

Lily si chiamava Lily ma vista l'incapacità di noi umani di instaurare un rapporto di reciproco scambio con i felini ho preferito utilizzare il suo nome originario, tanto quella comunque la chiami non ti si fila: Lily vuol dire "giglio", benessere mentale e fisico, che poi immagino sia la stessa cosa anche da noi.

Sabay non gioca coi tronchetti, non gioca con le pallette, non si fa rincorrere, non rincorre. Prima che arrivasse il padrone dei suoi sogni, Sabay ha vissuto sempre abbandonato per strada, conosceva la via di casa solo perché lì poteva trovare delle crocchette per cani 24/7. Lasciato alla mercè dei branchi di cani che imperversano nelle strade la notte, Sabay ha maturato un forte istinto di sopravvivenza e cerca di riaffermare il suo territorio in ogni occasione che gli si presenti. Sabay ha paura delle persone col capo coperto e dei palloni (soprattutto di quelli scagliatigli addosso con una certa veemenza) quindi evito di portarlo nei campi da football americano, così comuni in Cambogia.

Ora che ci sono io, Sabay mangia cibo fresco cucinato sul momento (approvato anche dalla Sora Lilla), dorme in casa (le zanzare se lo mangiano) oppure fuori acciambellato sull'unica poltrona confortevole presente a Villa Baz.
Sabay esce col padrone la sera verso le 5:30, ci si reca al parco reale o nelle vie limitrofe, dove ci si imbatte in tante nuove avventure. Nel giro di qualche passeggiatina (e una fitta serie di legnate) ha imparato a non entrare nei cancelli altrui (dove generalmente ci sono cani feroci), a non infastidire gli umani (l'infame se la prende spesso coi bambini), a camminare a lato della strada (per evitare che i bus pieni di koreani lo falcino), a non mangiare il cibo del gatto (se no lo falcio io); quando dico "andiamo" si prepara per la passeggiata, quando dico "giù" si siede, quando dico "eee" evita di fare la cazzata che era in procinto di fare. Per qualsiasi altra cosa vedi sopra = legnate.

Il gioco che facciamo più spesso è nascondino: io mi nascondo dietro ad un albero mentre lui è più avanti e quando si gira non mi trova più: panico, tragedia. Tra mugolii assordanti, in preda ad un infarto, Sabay torna sulle sue tracce sicuro che il suo padrone sia scomparso ma poi..... TA-DAAA (quando dico "ta-daaa" non mi capisce)! Il padrone ricompare e lo sommerge di carezze e pacche amichevoli, mentre lui ritrova finalmente la vita.

Quanto si rimorchia a portare a spasso il cane.

Quanto si rimorchia a portare a spasso il gatto.

Lily non gioca coi tronchetti, non gioca con le pallette, non si fa rincorrere, non rincorre. Lily non è un cane.
Prima che arrivasse il padrone dei suoi sogni, Lily ha vissuto sempre abbandonata a se stessa, conosceva la via di casa solo perché lì poteva trovare delle crocchette per cani 24/7 (sì, crocchette per cani). Lily non è un cane.

Lily è spietata con qualsiasi utensile per spolverare, con i fili del computer e con quelli per stendere, con la spada rosa che ho trovato un giorno per terra. Il suo dolce musetto si trasforma, diventa feroce, ferino, felino, gli occhi indemoniati e la bocca aperta a mostrare la temibilità del suo morso fatale..
Lily soggiorna su un materasso messo in verticale su un muro per arrivare alla sommità del quale ha bisogno di tirare fuori gli artigli-rampini e scalare con destrezza. Da lì, sovrana, segue lo svolgersi delle attività della casa: visto che non succede nulla in casa, Lily dorme sempre.
Il materasso non è il suo unico giaciglio, praticamente non c'è luogo in casa in cui la principessa non abbia riposato almeno una volta. Generalmente quando sono in casa mi segue, mi anticipa a volte, mi intralcia il cammino mettendomisi tra i piedi; quando lavoro, lei si accoccola sulle ricevute che sto controllando, mi passa davanti allo schermo del computer e pigia i tasti con le zampine, con la coda arricciata all'insù e lo sguardo sempre (fintamente) disinteressato.

Lily desidera la mia attenzione a tutti i costi. Lily è gatta e femmina. Lily mi ha insegnato tanto sulle gatte femmine, quelle bipedi, me le ha fatte scoprire nella loro essenza più pura.

Il gioco che facciamo più spesso è cacciagecko: io me la metto in spalla e insieme andiamo alla ricerca di gecki in casa. Una volta ce n'erano tanti, poi con questo giochino mi sa che si è sparsa la voce... Quando ne troviamo uno (uno sprovveduto), soprattutto nei bagni, lei si eccita, pregusta il sapore del sangue, emette dei mugolii di frenesia, si prepara all'attacco. Il gecko avverte il pericolo e sale verso il soffitto, io tiro qualcosa in alto e lo faccio scendere, Lily si prepara al salto e sferra l'attacco solo nel momento più propizio, quello che solo un predatore conosce.
Il seguito è tutta una serie di inseguimenti, graffi, morsetti, col gecko che nella fuga lascia la coda mozzata ad agitarsi in giro e cerca disperatamente riparo: non c'è salvezza e lui lo sa. Lily alla fine decide di mangiare, si porta la preda in un posto sicuro; spesso lascia la testa, quindi capita di trovare resti della caccia la mattina seguente, con relativo disgusto da parte del padrone dei suoi sogni.

La perversione che mi lega a Lily è totale. Con le sue arti magiche mi ha preso l'anima e ormai non riesco a liberarmi dal pensiero di lei. È un ossessione.
La perversione che lega Lily a me è totale. Con le mie arti magiche le ho preso l'anima e ormai non riesce a liberarsi dal pensiero di me. È un ossessione.
Ci cerchiamo, ci troviamo, ci fondiamo e amoreggiamo dove capita.

Lily è libera di dormire in camera mia, molto spesso salta sul letto e si acciambella vicino ai miei piedi, con la coda che non ne perde mai il contatto. Qualche volta si spinge più in su e la mattina me la ritrovo accanto, che mi guarda, ipnotica ossessione.

Lily ama me ma ama farsi amare. Lily si è fatta ingraivdare da un gattaccio della zona, un bulletto di periferia stile Tigre&Pia, maculato e col pelo arruffato: lo stronzo che piace a tutte le gattine e lei, quella principessa non avvezza alle cose del mondo, è cascata nella sua rete.

La santarellina.
Tornava a dormire a casa come se niente fosse, la santarellina.
Mi faceva le fusa come se niente fosse, la santarellina.
Mi guardava con gli occhi languidi di sempre, la santarellina.

Quella troia.

Me l'ha fatta sotto ai miei occhi, gli occhi di padre offuscati dall'amore.
(So già che quando avrò una figlia impazzirò)

Ora mi ritrovo ad avere 5 gattini di 10 giorni in uno scatolone dell'ufficio, piccole larvette di gatto tremanti con gli occhietti serrati, le zampine soffici e un appetito da leoni. Lily mangia per 20 e io mi sono comprato un frullatore per preparare le pappette a quei 5 bastardini nel prossimo futuro.

Sono ufficialmente fottuto.
Sono ufficialmente il prototipo del single frustrato. Mi mancano solo i gerani alle finestre e un quadro astratto in ingresso.
Sabay ama me ma ama farsi amare. Ho sorpreso Sabay qualche giorno fa a giocare al gioco del dottore col suo amichetto della casa a fianco, un cucciolo vivace con la coda lunga e soffice. Sabay ha sfoderato il solito trucco della saponetta e... traaaac! È successo il patatrac! Me lo ritrovo a farsi cavalcare dal cucciolo, che di soffice non aveva proprio più nulla.

Crack! Il mio cuore infranto.
Crack! La schiena di Sabay è distrutta da una bastonata del padrone dei suoi sogni.
Crack! Una rana commenta l'accaduto con gli amici e mi guarda con aria compassionevole.

Il santarellino.
Usciva a giocare e tornava felice a casa come niente fosse, il santarellino.
Mi faceva le feste come se niente fosse, il santarellino.
Mi guardava con gli occhi languidi di sempre, il santarellino.
Quel finocchio.
Me l'ha fatta sotto ai miei occhi, gli occhi di padre offuscati dall'amore.
(So già che quando avrò una figlio impazzirò)

Ah.. Sapete perché i cani si leccano lì? Perché loro possono.
O perché sono finocchi.

Benessere mentale e fisico, che poi immagino sia la stessa cosa anche da noi.
*L*

29.8.07

Imperdibile - 2

Una nuova stella è nata nel firmamento dei cantautori. Il suo futuro è brillante grazie ad acuti che deliziano le trombe di Eustachio, e le tube di Falloppio. Acuti inarrivabili neppure dalle tanto venerate Mina, Ornella Vanoni, fino alle più recenti Giorgia ed Ambra Angiolini.

Un grazie speciale va allo scopritore, niente popò di meno che Furbetto Cecchetto, che inviterei a deliziarci con un commento sulla sua nuova perla.




*L*

27.8.07

Imperdibile

Qualcosa che non ci può lasciare indifferenti..

26.8.07

Merchandising



I LOVE READTOLUCA!



Unisciti al gruppo e sfoggia la tua maglietta in famiglia, tra gli amici, tra i nemici.
Ricordagli chi sei, ricordati chi sei, ma soprattutto ricordagli chi sono! E che ore sono.



Diffondi il logos, il verbo, lo stile READTOLUCA!
C'è un mio amico che lo ha fatto e poi alla fine è andato in paradiso..

*L*

19.8.07

Pa&Ma

Piero e Serena hanno fatto un viaggio in Cambogia, Thailandia e Vietnam con il loro figlio Luca.

La Thailandia è stato un comodo esordio



La Cambogia uno sporco intermezzo
con schizzi di gioia pura

Il Vietnam una frizzane alternativa,
tra il ricordo delle lotte per la rivoluzione (il comunismo),
e l'odierna lotta giornaliera per la pecunia, magari attraverso il turismo di massa (il comsumismo).

*L*

13.7.07

Amarare

Sorvolare la Cambogia di notte è come sorvolare il mare, una distesa nera, compatta, un mostro silenzioso e sonnolento che sul suo dorso riflette il cielo pieno di miriadi di stelle lontane. Il mare mentre dorme si illumina dell'immenso che lo sovrasta, ma da buon cambogiano non riesce a comprenderlo. E allora meglio dormire. Chiudere gli occhi e non pensare.
Arrivare a Siem Reap di notte è come ammarare, testa tra le gambe e dita incrociate, ultime preghiere e conati di vomito. E allora meglio annegare. Chiudere gli occhi e non pensare.

L'aria è calda ed il vento fischia ancora forte tra le palme, ha piovuto tanto questo pomeriggio, me lo testimoniano le due persone in divisa di progetto che mi accolgono sull'attenti al di là della porta a vetri nonchè le strade allagate, le risaie allagate, le case allagate, le bici e le moto che procedono a spinta con le ruote sommerse, i loro padroni che mentre li schizzi passando in pick up ti sorridono. E allora meglio sorridere. Chiudere gli occhi e non pensare.

Tutto lo strano, l'esotico che mi circonda, quello che lascia senza fiato tutti i turisti e stimola la vena fotografica di koreani e giapponesi, mi sembra ormai più che normale. Le mie foto scarseggiano, le mie emozioni anche.
Incomincio a vedere tutto non più per la prima volta, tutto è solo come l'anno scorso. Al mare. Col pattino. Tutto è niente perché come l'anno scorso, tutto è mare, tutto è pattino. Tutto è solo. E allora meglio dormire. Chiudere gli occhi e non pensare.

Sabay e Lily, il mio cane ed il mio gatto, mi accolgono festosi, porto Sabay fuori e lui mugola ancora dalla gioia, mugolo anche io mentre riprendo contatto con la fanghiglia e con il vicinato: gente forte, a bere. E allora meglio bere. Chiudere gli occhi e non pensare.

I compromessi ammucchiati alla svelta sotto al tappeto prima della partenza si sono riprodotti come i Lemmings durante la mia assenza e mi aspettano al varco, o per meglio dire sulla soglia di casa: meglio fare il giro lungo con Sabay stavolta.

Lavorare diventa ogni giorno più faticoso, la mia testa lavora sodo per non perdersi, per non mollare, per non lasciar affondare questa barca lasciata andare alla deriva su cui è stato messo un capitano spaventapasseri fatto di stracci. E allora meglio schiantarsi. Chiudere gli occhi e non pensare.

Avanti tutta! Poppa quella prua! Spinna l'oblò! Cazza la bolina sottocoperta! E passa lo straccio nella cabina del capitano che ha appena vomitato..

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A Roma ho trovato tanti amichi.
Tante persone mi vogliono bene e mi apprezzano.
Tante persone seguono il blog.
Bene.
Alcune persone stanno fisse a terra, arenate.
Alcune persone stanno fisse sulle nuvole, aquiloni.
Alcune persone si trovano nel mezzo, come farfalle in una ragnatela. E sospirano affannosamente.
Bene?
Alcune persone hanno preso la retta via.
Alcune persone hanno preso la via sbagliata.
Alcune persone hanno preso la via della vita.
Bene.
Si parla di matrimoni e figli, a volte di morti premature.
Si parlava di 18 anni e lauree, a volte di nascite premature.
È il tapis roulant della vita, se stai fermo vai comunque avanti (cito mio padre). Perché ti portano avanti (cito me).
Bene?
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Me la caverò qui in Cambogia, sono pochi mesi e voglio completare quello che ho incominciato, un progetto che non interessa a nessuno ma che è strumento per ottenere altre cose, principalmente soldi. E allora anche io ne faccio strumento:
- metto grano nel fienile per la prossima avventura sudamericana
- faccio curriculum, esperienza sul campo e su carta
- mi testo in 1000 ruoli diversi, ora addirittura accountant/administrator, oltre che lider máximo
Più vado avanti e più vedo che quello che posso vendere di me sono proprio io. È la cosa che mi riesce meglio, essere mutevole. Mettetemi da qualche parte a fare qualcosa e io faccio e sto, sette e mezzo.
Studio la vita, capisco la gente, miglioro me stesso, vado istintivamente verso il bene: investite su di me!
Sono il il golden boy. E brillo, forse ubriaco. Così mi insegnò il Jedi.
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Ultimamente qui in Cambogietta e lì a Rometta mi sono ritrovato a dover commentare situazioni, fatti accaduti, decisioni da prendere, nemmeno fossi il Terzani de noantri o l'indovino che gli disse o il Mastro Titta della situazione.
Attraverso le risposte date ho scoperto di essere in possesso di valori sani e totalmente lontani da quelli che mi sostenevano un tempo.. E mi sta bene così! Sono venito fuori come i funghi che ho sulla pelle, però Benigni. O casellante, alza questa sbarra che devo andare verso il bene!
Per me è stato sconvolgente.. Sono riuscito addirittura a consigliare a persone di non tradire (e, ovviamente, da cane sciolto, andava tutto proprio a mio discapito)! E pensare che più della metà delle ragazze intervenute sotto Giordano Bruno Giordano........ per non dire tutte
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Tanto per concludere questo ottantesimo post, ora che mi sono finito la mia bottiglia di vino: Luca sta cambiando pelle, e forse anche palle.
Che sarà della mia vita, chi lo sa.
Molta confusione, sarà perché vi amo.
*L*

28.6.07

Bruno Giordano Bruno

Bruno Giordano, nato a Roma il 13 agosto 1956, è stato un calciatore italiano che ha militato per lungo tempo nella Lazio. Attualmente è allenatore di calcio.
Venne scoperto all'età di 13 anni da un ex giocatore della Lazio che lo portò alla Lazio. Nei ruoli di ala destra o mezza punta vinse il campionato italiano Primavera nel 1975, in squadra con Andrea Agostinelli, Lionello Manfredonia, Stefano Di Chiara e altri talenti.


Giordano entrò ufficialmente in scena dal 5 ottobre 1975, con l'esordio in serie A. Quel giorno, proprio su passaggio di Giorgio Chinaglia, a "Marassi" contro la Sampdoria, segnò il gol della vittoria. E Tommaso Maestrelli gli affidò l'anno successivo la maglia numero 9, proprio quella di Chinaglia, emigrato ai New York Cosmos.
L'inizio folgorante lo portò a esordire in Nazionale il 5 dicembre 1978, in tandem con Paolo Rossi, entrando al posto di Francesco Graziani contro la Spagna, ma la sua carriera venne macchiata dallo scandalo del calcio scommesse che scoppiò il 23 marzo 1980 con l'arresto a Pescara, a fine partita, di Bruno Giordano, Giuseppe Wilson, Lionello Manfredonia e Massimo Cacciatori. Lo scandalo scommesse portò alla retrocessione della Lazio in serie B. Condannato a 3 anni e 6 mesi, e graziato in seguito alla vittoria azzurra del Mundial, Giordano rientrò in squadra in occasione del campionato 1982-83, e con i suoi gol trascinò la squadra in A.
Nel 1983, con il ritorno di Chinaglia da presidente della Lazio, Giordano iniziò ad avere con lui dei problemi personali, accentuati da un grave infortunio (rottura di tibia e perone), contribuendo comunque in modo decisivo alla salvezza, colta all'ultima giornata nella trasferta di Pisa.
Fu ceduto nell'estate del 1984 alla Juventus, ma il trasferimento saltò. Alla fine della stagione 1984-85, la Lazio con lui in campo, oltre a Michael Laudrup, Manfredonia e Joao Batista, retrocesse in serie B (ultimo posto condiviso con la Cremonese). Giordano fu allora accusato di scarso impegno e dolce vita e Chinaglia colse l'occasione per cederlo al Napoli per la cifra di oltre 5 miliardi di lire.
In dieci anni di carriera in biancoceleste (203 partite e 86 gol in campionato) vinse la classifica cannonieri di serie A nel 1978-79 e quella di serie B nel 1982-83.Nella Nazionale under 21 di Azeglio Vicini vantò sedici presenze e otto gol. Tredici invece le chiamate tra i selezionati di Enzo Bearzot, con un gol.

La sua carriera continuò nel Napoli di Diego Armando Maradona, col quale vinse uno scudetto, nel Bologna e nell'Ascoli, dove segnò il suo 100 esimo gol in serie A. E proprio in una partita fra Ascoli e Lazio, ultima giornata del campionato 1988-89, Giordano sbagliò (si disse appositamente) un gol fatto che avrebbe significato uno spareggio per non retrocedere in serie B. Lasciato il calcio, giocò una stagione nel calcio a 5 col Torrino di Roma e in seguito vinse 3 campionati con la squadra Lazio Master calcio a 5.















Allora ci vediamo sabato 30 giugno a Campo de' Fiori,
sotto la statua di Giordano, Bruno Giordano.


*L*

24.5.07

Compro Miso

Compro miso. Lo voglio, lo compro. Pago, pretendo.
Taaaac.
Lo compro sul serio, sono serio, datemi del miso per farci la zuppa, non posso più fare a meno di quell'intruglio a base di Giappone che solo i giapponesi riescono a rendere così speciale. Non c'è dentro niente eppure ad assaggiarlo si sente di tutto, anche il mare.Sapore di sale (per tutti). Sapore di Sauli (per pochi).

Quanti compromessi nella vita, quanti in questo periodo per chi vi scrive. È tutto un pantinismo, è tutto un pantinismo zozzo fracico lurido, come recita magistralmente Recycle in "Er cane der vicino". E basta!
(So che qui Furbetto Mc riderà... onore a te, re del quartierino!)
(So che qui Roscio riderà... ma che te ridi! Disonore a te, e Roscio tuo!)

Assenza dovuta a caos, interno ed esterno, caos dovuto ai compromessi, ai mal di testa dovuti a domande esistenziali dovute a me che non riesco a starmene in pace senza questionare. Caos, caso, csoa, cosa casso coso da questo flusso di pensieri. Niente. Il vuoto, il pieno senso della sconfitta, il gusto pieno della vita. La confusione che rende l'uomo vivo e l'uomo morto confuso da quel baffone del Grande Fratello.Retorica pura, quindi. È un cane che si morde la coda, è una coda che si suicida nella bocca del cane incapace ormai di scodinzolare se non come impongono Dobermann&Greyhound.
"Il suicidio come drammatica scelta di vita, di libertà", se la dicevi all'interrogazione sul Decadentismo prendevi 7, denotava maturità. Se la dici ora ti tirano le pietre, denota immaturità.
"Comunque troppo facile suicidarsi, meglio vedere come va a finire, no?". Ricevo un bel 4 e mezzo e me ne vado a posto.
(Ma che te ridi, Ro'? Riso, risata, qui non c'è niente da ridere.)
Allora l'eremitismo! L'ascesi, l'ascella che rimane pelosa e putrida tanto tatto e olfatto son tutt'uno nel contatto con l'ultraterreno. Assonanze, ridondanze. Come si esce da qui? Scusi, uscita ululí?
Alza il vetro di protezione e spingi il bottone rosso.
Bim! Bum! Bam!
Il senso della vita, ecco. C'hanno fatto un programma tv.
Quanti compromessi, ecco. Ci faranno un programma tv.
Ecco! Allora la vita è compromesso, ma quanti compromessi si possono accettare di fare nel corso di una vita, e a che prezzo. La corda si spezza? Ma quando? E se uno inizia a saltarla per non inciampare, come si vive poi? Meglio? Peggio? Meglio di che? Peggio di così?
Ma la verità esiste? E la realtà?
Soggettivo/Oggettivo.
Soggetto pensante/Oggetto nelle mani di qualcun'altro.
Pesce grande/Pesce Piccolo. Io ce l'ho piccolo.

(So che qui Furbetto Mc riderà... onore a te, re del quartierino!)
(So che qui Roscio riderà... ma che te ridi! Roscio tuo!)
Chi sono io, cosa voglio, dove vado, da dove vengo. Domande da filofolo, domande che perdono di valore quando si accettano troppi compromessi. Come rimanere integri, integrali, fragranti? Come sopravvivere ai continui attacchi della vita? Il mondo ci spezzetta, ci ha reso così teneri (molli) che ci taglia con un grissino. Pinna gialla, bandiera rossa ma mia nonna l'ha sbiancata, senza strap.
Bianca. Scusi, uscita ululì? Ma chi ce l'ha quella bona?

(So che qui Furbetto Mc riderà... onore a te, re del quartierino!)
(So che qui Roscio riderà... ma che te ridi! Roscio tuo!)
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Ultimamente accumulo potere, accatasto qualifiche professionali su uno scaffale impolverato e esco fuori a fare sempre lo stesso sporco lavoro. Il potere è aumentato, è tangibile, si può misurare dal mio mazzo di chiavi: prima una, ora quando cammino mi manca solo di muggire per essere un manzo col campanaccio. Un bel manzo, ma che sta manzo.
Il potere, per averti dentro con lui, ti dà potere. Ti tira dentro il suo calderone, ti fa assaporare le sue prelibatezze come il pusher più smaliziato (o come il fornaio infame che punta gli areatori in strada.. bava alla bocca), lascia cadere un po' di briciole dal tavolo su cui banchetta e ti regala il lusso di vivere una vita agiata e non agitata. Paga, pretende. Taaac! Scusi, cassa ululì? Pago con carta platinum.

Ti piace, eh? Devi stare con me, però, essermi fedele, vendermi l'anima. Questo è il patto. Col diavolo.

Io ho potere, quindi ora possiedo:
1 villa.
2 uffici, forse 3. Sedie con schienali sempre più alti ed ergonomici.
1 assistente personale, 1 segretaria.
2 guardiani, 1 donna delle pulizie.
2 macchine; 1 moto enduro, 2 motorini. Benzina.
2 laptop e 1 desktop. Stampanti, scanner, macchinette digitali.
3 cellulari. Schede telefoniche.
Tv e cavo con 100 e più canali.
Wireless internet. Pennette hard disk. Card reader. Tamagochi.
Condizionatori, ventilatori, vibratori, water cooler, water heater, water warmer.
Fantozziano.

"Quello che possiedi ti possiede", diceva Tyler Durden. Sono posseduto quindi. Scusi, Esorciccio ululì?

Gestisco circa 40 persone che lavorano all'interno di 2 progetti di cui sono responsabile, budget totale di 800.000 dollari, coinvolgo beneficiari diretti ed indiretti, all'incirca 10.000 persone (cazzate di report ma comunque una cifra).
Passo dai maiali alla seta, dal general manager del Sofitel hotel (pasticcini compresi) al mutilato per le mine, vedovo/cieco/sordo/muto che ultimamente è diventato pure stitico.
Discuto di profondità di trivellazione per un borehole e di profondità del mercato cambogiano per le imprese sociali, di profondità dello sguardo di una vecchia e di profondità di intenti dei miei progetti. Profondo. Profondo sbadiglio.
La cooperazione allo sviluppo per i paesi del terzo mondo è stata voluta da quelli del primo. Già solo per questo tutto dovrebbe finire. Ma chi te la chiesto d'aiutarmi? Scusi, uscita ululì, e di corsa.
È tutta una questione di compromesso: senza il terzo mondo non esisterebbe il primo (e pure questo secondo tende al terzo), senza poveri non esisterebbero i ricchi. Per fare un albero ci vuole il seme. È tutto un pantinismo.

A tutti conviene investire nell'umanitario:
1. ai paesi ricchi per dimostrare alla comunità internazionale quanto spendono per il bene dell'umanità (questo contribuisce a definire il peso politico di uno stato) e per creare ulteriore dipendenza nei paesi poveri coinvolgendo le imprese nazionali nella penetrazione in profondità del mercato (e del culo) locale.
Es: i giapponesi con le loro organizzazioni di sviluppo tecnico si stanno succhiando tutta la Cambogia.
2. ai paesi poveri così il dittatore di turno si costruisce la terza villa con piscina.
Es: vedi Cambogia.
3. alle povere ONG che da contratto si prendono il 7% del budget per spese amministrative + un'altra considerevole fetta della torta tra ricevute, contratti, salari ritoccati o semplicemente inesistenti. Ci sono ONG che nemmeno li fanno i progetti per cui sono pagate, si limitano a fare report dettagliati al finanziatore istituzionale e a ungere qualche mano, ma solo qualcuna.
Es: vi ricordate le 2 Simone rapite in Iraq? Beh, la ONG Un Ponte Per è sotto inchiesta per i fondi (troppo grossolanamente) intascati e chiuderà a breve.

È tutta una questione di forma, quindi, nessuno si cura del contenuto perché conviene a tutti essere protetti dalla stessa corazza. Un tacito accordo. Un compromesso. Verità/Realtà.
Il primo mondo vuole avere la verità, vedere le mosche sul bambino in Africa, la pancia gonfia, ma solo in tv. Te li dà i soldi, lui (lui è una brava persona), te li dà per stargli lontano. Compromesso con se stesso. Sollievo morale/pesantezza fisica, pancia piena/testa vuota.
Oltretutto il bambino è un modello e le foto sono state scattate in uno studio a Manhattan. Ma queste sono un'altro paio di maniche.. Ad averci le braccia!
Il sistema ha troppe falle e deve collassare su se stesso. Fine.
Il sistema appartiene ad un mondo che non esiste più ed è ora che si dia una svecchiata. Serve uno scossone perché i parassiti sono troppi e succhiano con sempre maggiore sfacciataggine, manca poco che anche l'uomo della strada che compra la spilletta dell'Unicef e la maglietta di Emergency venga illuminato e scopra la verità (che non significa che sia la realtà). Le masse fanno le rivoluzioni (e muoiono) per degli ideali che in fondo non conoscono, lottano per la verità (?) ben indirizzati da un gruppo di pochi (questi invece sopravvivono) che conoscono la realtà e sanno quali tasti toccare negli uomini dalle mille paure ma dalle mille risorse.
Il fine giustifica i mezzi. Compromesso.

Concludo nuovamente con Cacucci, stavolta "Ribelli!":
"La disinformazia, oggi più che mai, governa le menti e i cuori di molti, troppi, abitanti dei paesi "civilizzati", convincendoli che, comunque sia, le rivoluzioni finiscono sempre per divorare i propri figli, quindi ribellarsi è vano: l'orizzonte resta irraggiungibile, meglio sedersi ed aspettare la fine, immersi nello spavento senza fine delle nostre mille paure quotidiane, instillate a regola d'arte da coloro che temono di perdere osceni privilegi per colpa di chi, da qualche parte di questo strano pianeta, potrebbe ancora preferire il rischio di una fine spaventosa piuttosto che rinunciare a camminare eretto".
*L*

9.4.07

Exit Polli


Il governo cambogiano ha comunicato le proiezioni dei risultati delle elezioni comunali effettuate il primo aprile e ha voluto sottolineare che la loro attendibilità non è un pesce d'aprile.
Per avere i risultati definitivi si dovrà aspettare il prossimo mese (leeeeeeenti a contare, e poi fa caaaaaaldo...) ma nessuno dubita che i risultati saranno diversi da quelli annunciati oggi.

Nella provincia di Siem Reap ci sono 100 comuni. Precisi. Ecco i risultati:
CPP (Cambodian People's Party): 99 comuni
Sam Rainsy Party: 1 comune. Samrong, distretto di Soutnikum, quello dove lavoro io.
Andrò a trovare il sindaco.

*L*